VENIAMO DA PERUGIA!

Quindici anni di autenticità FASK “Buonasera a tutti, noi siamo i Fast Animals And Slow Kids e veniamo da Perugia” Ecco la frase che riassume chi sono e che da inizio a tutto, un orgoglio presente sia nella frase, ormai quasi slogan ripetuta ai loro live, che in ogni singola canzone. RIAVVOLGIAMO UN ATTIMO So…

Quindici anni di autenticità FASK

“Buonasera a tutti, noi siamo i Fast Animals And Slow Kids e veniamo da Perugia”

Ecco la frase che riassume chi sono e che da inizio a tutto, un orgoglio presente sia nella frase, ormai quasi slogan ripetuta ai loro live, che in ogni singola canzone.

RIAVVOLGIAMO UN ATTIMO

So che non state capendo, un attimo solo e capirete. 

Aimone Romizi, Alessandro Guercini, Jacopo Ghigliotti e Alessio Mingoli, Da subito mettono in chiaro chi sono, con la tenera goffaggine di chi è agli inizi e il romanticismo dei primi palchi, in uno dei primi festival in cui vanno intuiscono che sarà il loro primo e ultimo palco e decidono così di sforare il tempo dato loro a disposizione, suonando anche mentre spengono l’impianto fino a rimanere solo con la batteria venire tirati giù di peso dal palco. Quindici anni dopo vince ancora l’antitesi della loro intuizione, forse grazie a quell’attitudine del “fateci suonare e non rompete i ********”.

APPINO

Durante uno dei primi concerti, in cui cercavano di farsi notare nella scena indipendente,  in mezzo al pubblico c’è un tale Andrea Appino, produttore discografico, frontman e fondatore degli Zen Circus, che resta colpito dai Fask e decide di produrre il loro primo album, l’etichetta indipendente che li accompagnerà nel loro viaggio è woodworm label.

CAVALLI (2011)

Album di un mondo nuovo, la prima volta in studio, come un bambino in un parco divertimenti, occhi sbarrati. 

Le esigenze erano chiare già da subito, è un disco fatto solamente per poter suonare dal vivo, forse come dovrebbe essere oggi per ogni progetto. 

Il pezzo che spunta su tutti è copernico, semplicemente stupendo, anche in versione acustica.

Il disco è caratterizzato da un suono ruvido, viscerale e urlato, nonsense, possiamo chiamarlo l’album della rabbia e dell’urgenza espressiva, che in quanto urgente non era ben canalizzata, diciamo che il messaggio era una cosa ma la sua recezione un’altra. 

Un po’ come quando dici a tua mamma che ti piace un maglione, e poi ogni anno a natale ti arriva quello. E così, dopo due anni, nasce Hybris.

HYBRIS (2013)

Hybris, deriva dal greco e descrive la superbia e l’arroganza (e non solo). “No vabbe! Ma sei acculturato!” no raga, grazie internet.

È un passo in avanti, uno scatto di  maturità, “vogliamo rifarci dopo il primo disco”, stesse attitudini, ma con l’epicità di riuscire nell’intento e un ridimensionamento del suono che contorna le canzoni e guida l’intuizione al significato. 

È un cambio di direzione del gruppo, sempre una provocazione e una sfida, pensate che iniziano a fare il disco senza saper suonare alcuni strumenti che stavano utilizzando (che figata). 

Riuscire nell’impresa era la vittoria della sfida. L’idea era di vincere la guerra di troia, da lì deriva il nome del pezzo che, si, è per la riuscita della sfida e non per una persona, malpensanti!

ALASKA (2014)

Freddezza, desolazione, buio.

Un monolite.

Intimo, poetico e introspettivo.
Le urla sono più moderate, più spazio alla melodia, le sensazioni del disco sono cupe, fragili e struggenti, non si può non notare il timbro vocale forte di Aimone che svela un lato vulnerabile, come se fosse un calice di cristallo che può cadere e rompersi in mille pezzi. Riuscire a far intendere le atmosfere del disco in ogni suono presente, dalla voce agli strumenti è sintomo di una maturità artistica e creativa di un livello altissimo.

FORSE NON È LA FELICITA’ (2017)

È un album nuovo, ha in sé un po’ di ogni disco precedente e anche qualcos’altro, cambiano le influenze, dal lo-fi al rock di Springsteen, quest’ultimo già presente nell’album precedente ma in un’ altra forma. Il pezzo tenera età ha bisogno di un altro elemento per essere portato in live,  apre quindi le porte a un nuovo membro nel gruppo, Daniele Ghiandoni, alle tastiere, accompagnerà i Fask nei live. Le naturali conseguenze di questo melting pot sono sonorità più complesse e un suono più “curato”.

ANIMALI NOTTURNI (2019)

“Se c’è una parte di te, CHE MI FA STARE BEEENE!”  -non potrei mai-

Sono vergognosamente di parte, lo ammetto.

Svolta pop-rock, cambi strutturali dei pezzi e del sound. Il cambiamento deriva anche da cambi strutturali della vita dei componenti del gruppo, sono successe tante cose, sono cresciuti, due di loro sono diventati papà. 

Insomma, la vita va avanti e con lei anche la musica. 

E si vede! perché il disco è più aperto, la melodia è sdoganata e quindi arriva a più persone e nonostante questo l’identità del gruppo non viene meno, anzi! È come se avessero messo il jack in un amplificatore più grosso e potente.

È GIA’ DOMANI (2021)

Pieno di domande, se prima i testi davano una definizione, o il significato aveva un inizio e una fine, in questo disco nei brani è presente una domanda che lascia il significato del pezzo aperto (tanta roba). Quindi ha uno slancio per il futuro. Il tutto ha più sfumature, credo di aver colto una frase nascosta all’interno del disco che lo può riassumere: “se non si è coscienti del presente il futuro quasi non esiste” (che hit!).

DAL VIVO CON ORCHESTRA (2023)

Ma io cosa ve lo dico a fare! 

Io l’ho sentito e non ho capito più niente, sono interpretazioni di alcuni pezzi loro riadattati con un arrangiamento totalmente diverso, più morbido e più dolce, quindi si crea questo contrasto tra la voce forte del frontman e la leggerezza dell’orchestra, ovviamente con il plus dei testi sinceri e disarmanti che non sempre sono dolci.

HOTEL ESISTENZA (2024)

Vabbè, lo dice il titolo, è un hotel.

FERMO! Non è un vero hotel, è il concetto del disco!

L’idea era partita con un hotel di 42 stanze (quindi un disco di 42 canzoni, dai si è capita la metafora). Quindi da grattacielo che si voleva costruire, il progetto finale è stato uno stabile di 11, 

che comunque, che fai, le butti? 

Assolutamente no! Perché non è importante il numero di stanze ma il loro contenuto, preferiresti andare in una bettola che ha 100 stanze o in un hotel più piccolo e più curato? 

Se opti per la prima opzione stai mentendo. 

Dunque, gli scavi per la costruzione di questo hotel sono iniziati nel 2021 con Brucia ma in realtà alcuni materiali risalgono al 2017, oh comunque buoni e qualitativi eh, mica la casetta che si fa con le carte da gioco. 
Comunque, fuga e ritorno. Questi sono i due macro temi del disco (ovviamente sfumati in modi diversi). Il senso di fuga ha a che vedere con il conoscere se stessi fuori da una zona di comfort per crescere ed evitare di rigirare la stessa minestra rischiando quindi proporre lo stesso progetto più volte. Invece il ritorno lo sappiamo, vi ricordate il “Buonasera a tutti, noi siamo i Fast Animals and Slow Kids e arriviamo da Perugia!” ? Ecco, casa è Perugia e casa sono loro, è una frase ormai familiare che però esprime bene il concetto. Tutti i nuovi suoni e nuovi testi che hanno sono nuove scoperte ma che fanno sempre parte di loro.

BEH, CHE DIRE?

Al di là dei singoli lavori, ciò che emerge  è l’identità del gruppo, radicata nell’orgoglio ribadito sul palco e nel mix di energia rock e testi sinceri e disarmanti. I Fast Animals and Slow Kids non hanno mai smesso di mettersi in gioco, sperimentando e crescendo, ma rimanendo sempre genuinamente unici.

Bene, non so se abbiano in cantiere un grattacielo o un  villaggio turistico per i prossimi progetti ma mi auguro che siate arrivati fino a questo punto dell’articolo, anche perché un po’ più in fondo trovate delle chicche da guardare e ascoltare che chi ha abbandonato la lettura non si godrà!

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CHICCHE CONSIGLIATE 

HYBRIS MAKING OF – FAST ANIMALS AND SLOW KIDS (Woodworm 2013)

Fast Animals and Slow Kids – MAKING OF ALASKA – 1×01

Fast Animals and Slow Kids – Animali Notturni (live in Piazza Maggiore)

Fast Animals and Slow Kids dal vivo ai Rockol Awards 2021

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